L’asse Rende-Roma

di GIANFRANCO DE FRANCO

Il sindaco di Rende, Marcello Manna, vuole commissariare l’Associazione sportiva dilettantistisca Tennis Club Rende. Questo, almeno, ha dichiarato durante un’intervista a Lino Polimeni andata in onda venerdì 8 febbraio 2019 alle ore 15:00.

Parlo dell’ordinanza di sgombero dei campetti di tennis di Commenda, notificata all’associazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha rinviato il giudizio sul ricorso al merito, previsto per la fine di maggio, del Tar Calabria.

La frase è “scappata” a Manna all’obiezione del conduttore sull’interruzione dei servizi svolti dall’Asd Tennis Club Rende in favore di soci, scuole e dei campionati regionali e nazionali cui la stessa associazione è iscritta.

Il rappresentante dell’Asd, Michele Zicarelli, aveva, infatti, chiesto al sindaco di fargli completare gli impegni agonistici in corso. Manna, sordo, ha detto di aver previsto tutto e di avere intenzione di nominare un commissario evitando così il blocco delle attività.

Non c’è male per questi amministratori che confermano giorno dopo giorno di capire ben poco di diritti e di doveri. Dopo la vendita con un contratto illegittimo del Cud all’Università della Calabria e dopo i falsi dati forniti sui debiti del Comune di Rende, ora viene fuori questa storia del commissariamento di un privato da parte del sindaco di Rende.

Manna, probabilmente, non avrà letto il regolamento dei campionati a squadre della Federazione italiana tennis (Fit). Saprebbe, in questo caso, che l’articolo 19 di quel regolamento gli impedisce di subentrare all’Asd Tennis Club Rende.

Il che significa che se pur riuscisse a cacciare l’Asd dai campetti di tennis di Commenda, le attività agonistiche non potrebbero essere proseguite da altri. Si fermerebbe tutto.

In ogni caso c’è poco da lamentarsi. Oggi è il tempo della superficialità, dell’ignoranza di leggi e regolamenti, della scadente cultura amministrativa, della mancanza di rispetto e di etica. In fondo a Rende di che ci possiamo lamentare? Anzi pari siamo al livello romano dove ci sono ministri dell’Istruzione (Gelmini) che esultano per un tunnel Ginevra-Gran Sasso, altri (Toninelli) che esaltano il trasporto su gomma nel “tunnel del Brennero”, dove un vicepremier e capo politico del più grande partito italiano che non sa che Battisti, l’ex capo politico dei Proletari armati per il comunismo, non c’entra niente con lo stragismo, per finire al povero consigliere di Fratelli d’Italia, Alessandro Balboni che ha imbastito una polemica sulla tomba del dottor Torquato Tasso senza sapere o essersi minimamente preoccupato di informarsi che il grande poeta Torquato Tasso è sepolto a Roma, mentre la salma del dottor Tasso riposa serenamente a Ferrara.

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