Sul silenzio degli intellettuali

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Questa è una sintesi della lunga lettera di Margherita Ciancio a Concita De Gregorio pubblicato su “Invece Concita” il 26 giugno 2018.

“Sono una studentessa di lettere classiche dell’università di Bologna alle prese con la tesi triennale. Ho trascorso questi ultimi giorni in biblioteca, nel tentativo di restituire una tragedia sofoclea alla fitta trama del suo contesto politico inteso nel senso più ampio: come considerare questioni etiche e culturali, istituzioni, rapporti interpersonali, espressione artistica, quadro sociale e storico se non come facce di un più ampio fenomeno ‘politico’, appunto?”.

“Intanto, tra un verso greco, un articolo specialistico e un paragrafo di tesi, do un’occhiata alle testate online. E quello che leggo, ora dopo ora, rende sempre più difficile tornare a concentrarmi su Sofocle. Non che la politica ateniese di fine quinto secolo sia poco avvincente, intendiamoci. È, direi, proprio perché un po’ l’ho studiata che sento l’esigenza impellente di dedicarmi anche al presente”.

“Penso che sia di fondamentale importanza, per continuare a considerarmi degna, impiegare qualche risorsa a mia disposizione perché questo soffio flebile sopravviva e si rafforzi e, anche solo indirettamente, incida. Che almeno ci si provi. Per questo mi rivolgo a te: ti affido il mio sospiro, sperando che ti raggiunga carico di energia, di determinazione, di rabbia anche – sempre e solo a patto che questa rabbia, Concita, sappia conservarsi onesta e temperante e rispettosa, indirizzata piuttosto verso e per le cose e non contro le persone”.

“Gli intellettuali. Dopo la schedatura degli attivisti di Giulio Regeni di Ivrea, rei di aver srotolato uno striscione in pacifica e legittima contestazione; dopo le pressioni esercitate dalle forze dell’ordine sugli organizzatori del Pride di Siracusa, che per evitare la sospensione del corteo si sono trovati costretti a censurare un altro striscione (‘Sempre in lotta contro Salvini, l’omofobia e tutti i confini’: lecito, sobrio, non mi pare offensivo. O sbaglio?) – la motivazione? ‘Perché è contro il governo’; dopo la grandinata di insulti e minacce, anche anonime, piovuta su attivisti della generosità, dell’intelligenza di Cathy La Torre e Luca Paladini e ad ultimo su Marchisio; io mi domando e dico: che cos’altro stanno aspettando personaggi pubblici e intellettuali di ogni ambito ordine grado a schierarsi in massa, in prima linea, per sostenere duramente e inequivocabilmente la libertà d’espressione?”.

“Cosa aspettano a fare fronte comune, a contribuire alla costruzione di un discorso pubblico complesso, critico e onesto? Mi sono sempre detta che la militanza non dev’essere un obbligo, ma una scelta: oggi, pur senza permettermi di sparare imperativi, mi dico che sarebbe veramente il caso di agire”.

“Scrittori, giornalisti, musicisti, registi, attori, artisti, pro-fes-so-ri! Dico a voi! Adesso è il momento di mobilitarsi: tra molto poco potrebbe essere troppo tardi. Avete qualcosa che io non ho: la visibilità, un ruolo istituzionale. Avete potenzialità – e di riflesso responsabilità –superiori a quelle che posso vantare io, personcina qualsiasi che il mio seme quotidiano ce l’ho messo, ce lo metto oggi nel mio piccolo, esponendomi. A voi la palla”.

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